C’è una domanda che ogni insegnante si è fatta almeno una volta, rientrando da un’uscita didattica: quanti bambini hanno davvero partecipato?
Non quanti erano presenti. Quanti hanno messo le mani, preso una decisione, vissuto qualcosa in prima persona.
La risposta, spesso, è meno di quanto vorremmo. Non per mancanza di impegno, ma perché in un gruppo grande è inevitabile: qualcuno osserva, qualcuno aspetta, qualcuno si nasconde dietro i compagni più sicuri o non trova spazio tra quelli più esuberanti.
In EduC.A.Land abbiamo scelto di avere un approccio diverso.
Piccoli gruppi, tanti educatori, un’unica regola: tutti hanno un ruolo attivo all’interno dell’esperienza.
Ogni attività è progettata perché ogni bambino abbia il suo spazio e il suo momento. C’è chi ha bisogno di più tempo, chi di un incoraggiamento in più, chi vuole capire prima di fare. I nostri educatori sono sempre in ascolto e pronti ad accompagnare i bambini nel rispetto del loro ritmo.
Questo cambia radicalmente l’esperienza: è una questione di qualità dell’incontro tra il bambino e ciò che sta imparando. È solo quando hai la possibilità di sperimentare davvero, toccare, prendere delle scelte, sbagliare e riprovare che si cresce e qualcosa rimane.
L’inclusione è una scelta organizzativa.
Lavorare in piccoli gruppi con tanti educatori presenti significa poter rallentare quando serve, accelerare quando è il momento, adattarsi ai ritmi reali di quel gruppo, di quella giornata, di quel bambino. Significa che nessuno rimane ai margini perché “si fa in fretta” o perché il tempo stringe…semplicemente si percorre lo stesso viaggio, ognuno con il proprio passo.


